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Nascita dell’associazione
Progetto 80 nasce il 25 maggio 1982: viene costituita innanzi al Notaio Pietro Barletti da un nugolo di persone di "buona volontà" che si danno, quale" fine, quello di... "compiere quanto necessario per restituire la normale vita sociale alle persone handicappate motorie maggiorenni" (art. 3 dell'Atto Costitutivo). Ugo Morelli, Alba Ciampi, Giuseppe Grasso, Annamaria Veronese, Vittoria Albertini, Bianca Fehl, Claudio Boccalatte, Pierina Traverso, Paola Mazzuchi e Rolando Guaragno hanno gettato le basi di un ambizioso progetto che, da venticinque anni, non ha mai mancato di entusiasmare gli animi di noi volontari! Cosi Paola ci rende oggi testimonianza dell'atmosfera di quei giorni:
Il ricordo di quei giorni accompagna sempre il mio presente perché mi dà fiducia e speranza nella possibilità di costruire un modo nuovo di stare insieme, oltre i limiti che quotidianamente incontriamo".
Altro "pilastro" è l'estrema importanza attribuita alla qualifica di Soci Permanenti intendendosi per questi "gli handicappati motori di Sampierdarena e della città " (art. 3 dello Statuto). Sembra strano ma allora l'idea che si perseguiva era quella di costituire un Progetto 80 per ogni delegazione di Genova (noi infatti avevamo preso esempio dal Progetto 80 San Fruttuoso): non essendo però avvenuto nulla di tutto ciò la nostra Associazione ha assunto inevitabilmente una connotazione più "cittadina". I soci permanenti costituiscono una forza molto importante: l'Associazione è nata per loro e con loro e lo Statuto recepisce questo spirito laddove l'Assemblea ordinaria e straordinaria risulta validamente costituita se è presente, in prima convocazione, la metà più uno dei soci permanenti e, in seconda convocazione, almeno un terzo dei soci permanenti (art. 9 dello Statuto). Addirittura le delibere assembleari devono essere prese a maggioranza di voti degli intervenuti ma senza il parere contrario della maggioranza dei soci permanenti presenti (art. 10 dello Statuto): la lungimiranza contenuta nei meandri del nostro vecchio Statuto è formidabile perché tenta di rendere da subito il socio disabile "protagonista" nella propria associazione, coadiuvato dal volontario in un'ottica di collaborazione paritaria. In seguito dell'entrata in vigore della Legge 11 agosto 1991, n° 266 (meglio conosciuta come Legge sul Volontariato) si è reso necessarioun nuovo Statuto che ne recepisse il contenuto: l'assemblea straordinaria dei soci del 24 novembre 1993 approvò la nuova stesura che, tra l'altro, introdusse la figura del socio volontario fino ad allora inesistente. Sempre nell'ottica di assumere una veste pubblica ed istituzionalmente riconosciuta, dal 1994 l'Associazione è iscritta al Registro Regionale del Volontariato come prescritto dalla stessa legge per individuare quelle associazioni che, rispondendo a determinati requisiti, possono accedere anche ai contributi pubblici. |