PROGETTO DANZABILITÁ |
Un po’ di storia…Gennaio 2007: dall’incontro tra l’idea di una psicologa e danzaterapeuta e due realtà associative genovesi (Echidna, gruppo di auto aiuto per familiari di persone disabili e malati rari e Progetto 80Sampierdarena) prende avvio un laboratorio di espressione corporea con elementi di Danzamovimentoterapia Gestalt finalizzato alla sperimentazione di un linguaggio corporeo e gestuale che permetta a persone “normodotate” e persone diversamente abili di condividere una esperienza di reale integrazione nella danza. Dall’autofinanziamento alla partecipazione al Concorso Il progetto va avanti -con incontri a cadenza quindicinale- attraverso l’autofinanziamento dei partecipanti e la gentile concessione dei locali da parte del Centro Civico di Sampierdarena.
Il nome Le idee non nascono mai dal nulla, e da una ricerca su eventuali altre esperienze simili in Italia e nel mondo scopriamo la “Danceability”, tecnica di danza accessibile a tutti, senza limiti fisici, mentali o di età, sviluppatasi negli anni ’80 negli Stati Uniti a partire dalla Contact Improvisation. DANZA FINALE; 10-18 & VULCANO Il finanziamento Ottobre 2007: la nostra è una delle idee vincenti! I prossimi incontri La sede degli incontri è la sala ottagonale (piano terra biblioteca) del Centro Civico di Sampierdarena (Via Buranello). 8 e 15 novembre 2008 13 dicembre 2008 10 e 24 gennaio 2009 7 e 21 febraio 2009 7 e 21 marzo 2009 11 e 18 aprile 2009 9 e 23 maggio 2009 Nel caso si raggiunga un certo numero di iscrizioni è previsto l’avvio di un secondo gruppo a frequenza quindicinale che si vedrà il venerdì sera dalle 21,00 alle 22,30 presso la palestra del Centro civico. Si richiede certificato di sana costituzione per attività non agonistica e il pagamento di una quota di iscrizione comprensiva di assicurazione. Per le persone in carrozzina: la partecipazione è possibile anche per chi non è autonomo nei movimenti e l’iscrizione è possibile anche “senza accompagnatore”. Durante l’esperienza nel gruppo ciascuno partecipa “per sé e per gli altri” e nessuno riveste il ruolo di “accompagnatore di qualcuno”. Agli eventuali “accompagnatori” è dunque richiesta la disponibilità a vivere l’esperienza in prima persona e una partecipazione non esclusiva con la persona in carrozzina con cui vengono.
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