Le Attività Associative

Scrivere quindi tutto quello che è stato fatto in venticinque anni direi che è proprio impossibile. Rimando quindi alla parte finale "I NUMERI DI PROGETTO 80" per avere quanto meno un'idea "numerica" degli sforzi fatti da tutti noi.

MMMSemplicemente, però, vorrei sottolineare la sistematicità di alcuni appuntamenti ritenuti essenziali per una continua crescita dell'associazione: oltre agli appuntamenti "obbligati" (assemblea ordinaria dei soci, assemblee del consiglio direttivo, annuale corso volontari, assemblee del periodico dell'associazione, assemblee dei vari gruppi) sono stati organizzati molti incontri finalizzati a conoscerci meglio tra noi e a farci conoscere all'esterno, tutto ciò con tanta fatica ma spesso con grande risposta.

Tutti sicuramente ricordiamo le feste in occasione del Natale o del carnevale,  la partecipazione  a varie  edizioni  della  Fiera Primavera, la classica gita sociale primaverile, la presenza a molti appuntamenti organizzati dal consorzio II Rolandone, le attività del gruppo sportivo anche in tornei, la partecipazione a convegni dedicati  al  tema  dell'handicap,  la  presenza  del  caro  Stefano  nella Consulta Comunale e Provinciale per gli Handicappati e.... tanto altro.

Una riflessione a parte penso che la meriti il nostro giornalino, vecchio e sempre attuale compagno, veicolo di importanti informazioni per tutti ... si ricorderà che già da alcuni anni "Pianeta Handicap" ha lasciato il posto a "Oltre i Confini", titolo molto suggestivo che evoca e rimanda alla "voglia di andare oltre" alla nostraincapacità di comprendere, di accettare l'altro semplicemente per quello che è...

Ritorno ancora un attimo ad Alba: tra i suoi scritti, che con emozione ho riletto, traspare una forza interiore particolare che riesce ad andare aldilà dell'apparente difficoltà, nella convinzione che il fine e l'ideale per il quale si vive e  si soffre  sia  comunque  raggiungibile... Alba non si scoraggiava tanto facilmente, spesso chiedeva aiuto al Signore per riuscire ... comunque accettava sempre la vita dura riuscendo, con l'esempio, ad essere di sprone anche per gli altri....Alba, come tutti, aveva anche paura...

Angolo ripiegato: 'La paura picchiò alla porta, la Fede andò ad aprire: non c'era nessuno'   (dal Diario di Alba - Sabato, l6 aprile 1983). 

A questo punto, credo che meriti ascoltare le parole di Antonella che può raccontare la sua esperienza come redattrice e segretaria "veterana"... Non dimentichiamoci infatti che senza le nostre preziose segretarie sarebbe impossibile riuscire in tutto!

"Mi è stato chiesto di scrivere alcune righe sulla mia esperienza in associazione ed ho accettato volentieri. Non avevo ancora sedici anni " - ricorda Antonella- "e sentii parlare della neonata associazione dalla Paola: poiché la cosa  mi incuriosiva conobbi Alba e questo incontro fu determinante per la mia adesione , la sua vita è sempre stata per me di esempio ed anche i nostri piccoli contrasti aumentavano la mia ammirazione per lei. Tornando alla segreteria, posso dire che, non ancora maggiorenne, con Maria Assunta e sotto la guida di Paola,  Vittoria e gli altri creammo la "segreteria" dell'associazione inizialmente presso l'abitazione di Alba poi, quando la sede fu agibile,   iniziò  veramente  la "grande avventura". Il nostro compito era quello di organizzare i servizi, tenere la corrispondenza, i rapporti con gli enti pubblici, i contatti con le famiglie dei disabili e con i volontari, svolgere attività   di  sensibilizzazione.
Ricordo che alcuni servizi parevano impossibili da realizzarsi, ma noi dicevamo raramente di no e si trovava sempre la soluzione per portare a termine il servizio richiesto. Grazie anche alle minori incombenze burocratiche rispetto ad oggi, si cercava di prediligere i rapporti umani parlando spesso con le  famiglie dei
disabili e con i volontari proprio per instaurare un rapporto che andasse oltre il semplice "messaggio" della segreteria. A seguito dell'aumento dei compiti, sono fortunatamente     aumentate anche le segretarie: tra tutte desidero ricordare Angela perché, da subito, si dimostrò capace di essere non solo una efficiente segretaria ma soprattutto divenne la prima vera "coordinatrice della segreteria " che, nel frattempo, aveva acquisito  attività in settori poi divenuti indipendenti.
Anche se oggi, per impegni di famiglia e di lavoro, non posso più frequentare assiduamente vorrei trasmettere a tutti i lettori lo spirito che animava tutti noi allora: la segreteria era veramente il fulcro dell'associazione non solamente per gli aspetti organizzativi ma soprattutto perché era diventata un momento di aggregazione tra disabili e volontari e non era infrequente che, durante gli orari di apertura, qualcuno passasse a salutare noi segretarie per parlare, discutere del servizio o dare qualche suggerimento".

Antonella prosegue poi con i ricordi sul nostro giornalino...

"Un altro settore al quale mi sento legata è la redazione del giornalino "Oltre i confini", nome scelto nel 1995 per sostituire il vecchio "Pianeta Handicap". Rileggendo i verbali delle riunioni della redazione mi tornano alla memoria le diverse impostazioni che via via i Direttori che si sono succeduti hanno dato alla nostra attività ed alla rivista: più o meno rigorosa che fosse, si cercava di costruire al meglio il "messaggio" che volevamo comunicare all'esterno, il più possibile in sintonia con le attività dell'associazione anche se nessuno di noi era un vero giornalista. Il giornalino doveva essere un elemento di visibilità esterna dell'associazione ma ricordo che, nonostante tutti i nostri sforzi, Gianfranco ed io intervistammo l'allora Presidente della Circoscrizione di Rivarolo che neanche    ci    conosceva...
Nel ringraziare le varie persone che nel tempo hanno collaborato, dai Direttori, ai redattori, alle segretarie di redazione, ci tengo a sottolineare  l'importanza  del lavoro di équipe, del vedersi per preparare insieme i pezzi dando vita a serate di discussione,  di confronti (anche accesi se necessario) magari da concludersi davanti ad una birra fresca...
Per cercare di lavorare al meglio, nel 1997 venne approvato il Regolamento  della  redazione (che, a dire il vero, latita ancora un po' nell'effettiva applicazione) e,  nel tempo,  ci si è sempre più orientali verso l'esterno sia nella scelta degli argomenti da trattare sia nella ricerca di collaborazione. Attualmente il Direttore è un professionista iscritto all'albo dei giornalisti   che   ci   affianca comunque in veste di volontario.
Ricordo piacevolmente alcune situazioni di confronto con un' associazione analoga alla nostra di Milano e gli incontri avuti con una scrittrice disabile romagnola che venne invitata, in occasione di una ricorrenza dell'associazione, per presentare il proprio libro autobiografico.
Attualmente mi occupo  della redazione solo in qualità di collaboratore esterno, ma i ricordi e i fatti mi inducono a pensare che il nostro giornalino ha conquistato il cuore di tutti noi e che,  nonostante alcune difficoltà,  "Oltre i confini" resiste.., ed anche bene!".